30 SETTEMBRE

Sala Shakespeare
ore 20.30

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Presenza di nudo integrale durante l’intera durata dello spettacolo

COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI

Erectus – Pithecanthropus

progetto, regia e coreografia Michele Abbondanza, Antonella Bertoni

 ANTONELLA BERTONI

Dagli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni ‘poetiche’ di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, fonda assieme a Michele Abbondanza, la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l’attività formativa e per la diffusione del teatro danza contemporaneo. Tra i riconoscimenti: premio Danza&Danza 1996 come “miglior interprete”, premio Eti-Stregagatto 97/98 (Romanzo d’infanzia), Premio Danza&Danza 2017 come miglior produzione italiana dell’anno La morte e la fanciulla e il premio UBU “Miglior spettacolo di danza 2021” con Doppelgänger. In qualità di coreografa ospite crea per la compagnia Aterballetto Figli d’Adamo (2000) e per il Teatro dell’Opera di Roma, Addio Addio (2011) e Cerimoniale (2012). Partecipa al film di Bernardo Bertolucci, Io ballo da sola (1995), è tra i protagonisti delle coreografie create per Vieni via con me, trasmissione televisiva di Fabio Fazio e Roberto Saviano (Rai 3, 2010). Firma e interpreta più di trenta creazioni, tra le quali ricordiamo i due soli Try (2006) e C’è vita su Venere (2021), il progetto Ho male all’altro (Alcesti, Medea, Polis), e i progetti Biologici Le fumatrici di pecore (2010) e Scena Madre (2012) che la vede in scena con la madre ottantenne. Dal 2008 dirige Scuola d’Azione, progetto dedicato all’insegnamento e alla formazione di adulti e bambini, presso il Teatro alla Cartiera di Rovereto, dove la compagnia è in residenza.

 

MICHELE ABBONDANZA

Studia a New York nelle scuole di A. Nikolais e M. Cunningham e lavora e collabora con Carolyn Carlson a Venezia e a Parigi.
È considerato uno dei fondatori storici del teatro-danza italiano, (Il Cortile, Sosta Palmizi, Premio Ubu 1985) e con Antonella Bertoni crea la Compagnia Abbondanza/Bertoni, una delle realtà artistiche e produttive più prolifiche del panorama nazionale, che affianca alla creazione, un percorso di formazione del teatro danza contemporaneo.

Tra i riconoscimenti: premio Danza&Danza 1996 come “miglior interprete”, premio Eti- Stregagatto 97/98 Romanzo d’infanzia, Premio Danza&Danza 2017 come miglior produzione italiana dell’anno La morte e la fanciulla e il premio UBU “Miglior spettacolo di danza 2021” con Doppelgänger.

In qualità di coreografo ospite crea per la compagnia Aterballetto Figli d’Adamo (2000) e per il Teatro dell’Opera di Roma, Addio Addio (2011) e Cerimoniale (2012).
Partecipa al film di Bernardo Bertolucci, Io ballo da sola (1995), è tra i protagonisti delle coreografie create per Vieni via con me, trasmissione televisiva di Fabio Fazio e Roberto Saviano (Rai 3, 2010).

Crea e interpreta la trilogia Ho male all’altro, (Alcesti, Medea, Polis) (2002-2004-2005), i duetti Terramara (1991/2013), Romanzo d’infanzia (1997), Un giorno felice (2008) ed Esecuzioni (2011), il solo I dream (2015), Gli Orbi (2016) e Pelleas e Melisande (2019).

Insegna alla scuola di Teatro Luca Ronconi fondata da Giorgio Strehler (Piccolo Teatro di Milano) e tiene numerosi laboratori in Italia e all’estero.

Erectus

Ph Simone Cargnoni

coreografie in collaborazione con i danzatori Marco Bissoli, Fabio Caputo, Cristian Cucco, Nicolas Grimaldi Capitello

musiche Charles Mingus: pithecanthropus erectus

disegno luci Andrea Gentili

regia video Sebastiano Luca Insinga

realizzazione video Jump Cut con Federico Visintainer

produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni

con il sostegno di Mic Direzione generale per lo spettacolo dal vivo, Provincia Autonoma di Trento – servizio attività culturali, Comune di Rovereto – Assessorato alla cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Regione Autonoma Trentino Alto Adige/sìSudtirol

un ringraziamento particolare a Danio Manfredini e Tommaso Monza

ringraziamo inoltre Riccardo Brazzale

durata 60 min

L’uomo è un animale mancante di sé. La mancanza è la sua nudità. J. Derrida

Proseguiamo, come nella parte prima del progetto Poiesis La morte e la fanciulla, nella traduzione stenografica e minuziosa di una partitura musicale in segno scenico: nel tentativo di trasformare musica e corpi in suono da vedere. Abbiamo trovato la musicalità necessaria nel genere del free jazz, segnatamente nell’album storico (1956) di Charles Mingus: Pithecanthropus erectus. In scena quattro danzatori, per dare forma, in questa seconda parte, ad un punto di vista (inteso anche come “stato” e “posizione”), maschile. Attraverso il genio di Charles Mingus e la sua sperimentazione e polistrumentismo, tentiamo un possibile poliformismo del marziano maschio del ventunesimo secolo. In ascolto di questo “libero jazz” restituiamo corpi in libertà, sfrontatezza e rottura delle convenzioni. Attraverso una musica dalla radice nera, disfiamo e mescoliamo i codici della danza (bianca) che vengono riconosciuti a tratti, ma composti in modo selvatico, libero, imprevedibile; come “risputati” da questi danzatori in libertà che portano un background diverso tra di loro. E’ uno scardinare la disciplina dentro cui si muove l’umano, verso un’origine di spaccatura, di nascita, di uomo nuovo, dionisiaco. La pelle degli interpreti è ancora una volta l’unico abito scenico: la nudità per superare il concetto di danzatore e arrivare a vedere l’uomo. Il corpo. Di esemplari maschi. Di maschi esemplari. Come nel free jazz siamo lontani da qualsiasi narratività per avvicinarci ad una zona più astratta e performativa. Il racconto è nella forza coreografica che non “spiega” ma condivide gioco e libertà fisica. Nel plot drammaturgico, decortichiamo e scopriamo l’anima animale in un anelito verso ciò che è all’origine della coscienza, come se nell’animale ci fosse lo specchio dell’umano. Attraverso le immagini video accostiamo la fatica, sudore e l’essere degli interpreti, a quello dell’animale a loro bestialmente diverso e somigliante. Dal caravaggesco e femminile La Morte e la fanciulla, al Masaccio di Erectus. Svelato, esibito, esterno. Così come il pitecantropo maschio è fatto.

 

Con tutti gli occhi la creatura vede l’aperto. Solo i nostri occhi sono all’indietro rivolti e completamente schierati intorno a essa come trappole intorno al suo libero esito. Ciò che è fuori lo sappiamo soltanto dal viso dell’animale; e già fin dall’inizio il bambino lo si piega, lo si costringe a vedere soltanto figure all’indietro e mai l’aperto, quello che sì profondo è nel volto animale. Libero da morte.

VIII Elegia-Elegie DuInesi, Rainer Maria Rilke.