7 OTTOBRE

Sala Shakespeare
ore 20:30

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DANCE-CARD


Durante lo spettacolo presenza di nudo integrale

ROBERTO ZAPPALÀ 

Kristo – quadri di dubbia saggezza

prima nazionale

regia, set e linguaggi del corpo Roberto Zappalà

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Zappalà

Da 30 anni Roberto Zappalà corre e racconta, come nessun altro, un sud vivo e vibrante insieme alla sua Compagnia «con tenacia, lucidità, visione e continua voglia di andare avanti, di perfezionare la sua poetica, di dare una casa alle sue idee di danza, naturalmente umanista e filosofica.» (delteatro.it). Realizza solo per la propria compagnia oltre 80 creazioni prevalentemente a serata intera, di cui l’ultima ‘La Giara, commissionata dal Teatro Regio di Torino, ha debuttato con successo nel giugno 2019 nel cartellone di Opera&Balletto dello stesso Teatro Regio.

Diverse inoltre le collaborazioni con altre compagnie, tra queste Balletto di Toscana, la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Norrdans (S), ArtEZ Arnhem (NL), la Fondazione Theaterwerkplaats Generale Oost (NL), Goteborg Ballet/Opera di Goteborg (S). 

Nel 2011 realizza le coreografie della cerimonia di apertura dei Mondiali di Scherma. Nel 2016 cura il progetto Insieme – Parata Urbana per il Défilée della Biennale di Lione.

Ha collaborato con registi d’opera quali Federico Tiezzi, Daniele Abbado e Giorgio Barberio Corsetti e con artisti del panorama internazionale tra questi Giovanni Sollima, Paolo Fresu, Fabio Vacchi, Puccio Castrogiovanni, Vincenzo Pirrotta, Alfio Antico, Gianluigi Trovesi e altri.

Con Christian Graupner (Humatic, Berlino) ha realizzato l’installazione interattiva MindBox, secondo premio al Guthman Musical Instrument Competition (Atlanta/USA 2011). La Malcor D’ ha di recente pubblicato il suo libro Omnia Corpora sulla metodologia del suo lavoro.

Roberto Zappalà è responsabile del recupero e ideazione di Scenario Pubblico a Catania, aperto nel 2002, residenza della Compagnia Zappalà Danza e raro esempio in Italia di centro coreografico europeo.

Nel 2013 riceve il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Roberto Zappalà è artista associato al festival.

Ph Serena Nicoletti

testi a cura di Nello Calabrò

interprete e collaborazione Massimo Trombetta (doppio cast /Salvatore Romania)

con la partecipazione di alcune donne in transito

musiche originali e tappeto sonoro l’écume des jours

set, luci e costumi Roberto Zappalà

assistente coreografo Fernando Roldan Ferrer

direzione tecnica Sammy Torrisi

ingegnere del suono Gaetano Leonardi

realizzazione elementi di scena Luigi Pattavina

una coproduzione Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza Centro di rilevante interesse nazionale e Teatro Stabile di Catania

in collaborazione con MILANoLTRE Festival

con il sostegno di MIC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo

prima nazionale

Un uomo che è anche Cristo, Cristo che è anche un uomo, un pazzo che si crede Cristo, Cristo impazzito che crede di essere un uomo, un uomo che finge di essere Cristo, un povero cristo.
Tutti plausibili, legittimi, connessi e inestricabili lati di una “forma” che la figura del performer stratifica sulla scena come su di un antico palinsesto; con il suo corpo e la sua voce, nel suo corpo e nella sua voce.
Un uomo/cristo dotato di autoironia e di dubbi, un poco smemorato e anche vanitoso. Consapevole di possedere un corpo e che forse soffre di un disturbo di personalità multipla.
Un corpo che utilizza e anche distrugge oggetti; oggetti trasfigurati nella loro quotidianità come una bicicletta usata allo stesso modo che nella “passione vista come corsa ciclistica in salita” di Alfred Jarry.
Un uomo/cristo pensoso, riflessivo e penitente quasi come un San Gerolamo.
Il corpo del performer che Zappalà fa deambulare in una scena, casa/appartamento/palestra, attraverso dei quadri scenici che si susseguono senza soluzione di continuità, non danza una partitura coreografica, ma agisce e si muove in un mondo teatrale che è soprattutto fisico. Un teatro fisico, dove a essere messa in scena non è la danza ma il rapporto tra un corpo e le parole dette, con le interazioni e gli intrecci che ne scaturiscono.
Quadri di una dubbiosa saggezza, nell’ironico doppio significato di saggezza che viene dal dubbio e di dubbio che questa sia saggezza.
Cristo non è l’essere unico, che ha segnato uno spartiacque nella storia dell’umanità ma si trasforma in una moltitudine, per cui vale quello che dice Hampâté Bâ nella lingua bambara del Mali «maa ka mmaya ka ca a yere kono»: “le persone di una persona sono numerose in ogni persona”.