SARA SGUOTTI + ARIANNA ULIAN

CrePa

venerdì 11 ottobre
ore 18:45

sabato 12 ottobre
ore 12:00

Aula Bontadini, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

PRENOTAZIONI A PARTIRE DA META’ LUGLIO

Presentarsi all’orario indicato nel cortile dell’Università Cattolica di Milano (Largo Gemelli, 1), davanti alla scultura di Mimmo Paladino. Il pubblico verrà accompagnato in gruppo all’interno dell’aula Bontadini.

Ph Lorenza Cini

Dieci metri sotto terra, nella suggestiva Aula Bontadini dell’Università Cattolica di Milano, antica ghiacciaia del monastero cistercense, va in scena in doppia replica la CrePa della coreografa Sara Sguotti e della poetessa Arianna Ulian.

Un montaggio di parole, suoni e gesti attorno all’immagine di una crepa, smottamento ma anche apertura, ferita eppure feritoia per corpi che si accostano, diversi ma appartenenti allo stesso lembo: scivolano, glissano, attraversano un tempo di conservazione tra ciò che è definito vivo e ciò che è definito morto: lo mutano, lo invertono. La crepa si è aperta con il suono: schiocco, bruito o schianto. Come un evento irreversibile, ha diviso lo spazio e segnato il tempo. É stato necessario progettare movimenti e trovare parole per comprendere la sua ambivalenza: la crepa apre la possibilità che filtri la luce, attraverso la crepa è possibile vedere l’altro, esponendo i propri lembi è possibile trovare coincidenza in altri lembi.

Il lavoro di Sara Sguotti e Arianna Ulian si è mosso nelle occasioni come si muove un materiale solido: smottando, sfregolando. Ha lasciato tracce e si è lasciato tracciare durante le residenze, dai festival e dal pubblico, ha preso forma di laboratorio ed è tornato duetto con diverse durate. Le tracce lasciate sono come detriti del corpo, materiali biologici naturalmente depositati a terra o volatilizzati; capelli, gocce di sudore, unghie, pelle secca, sCrePolature. Nuove parole e nuovi movimenti raccontano l’ambivalenza di ciò che si perde, che si lascia perdere, che è inevitabile perdere, che non si vorrebbe lasciare. Tutto ciò che in un visionario processo di recupero, riunito, darebbe forma a un altro corpo nostro, con nuove crepe.

Questa tappa milanese vede la collaborazione del gruppo di lavoro A Caring Space, nato nel 2023, attorno ai temi della cura e della trasmissione del Festival, in collaborazione con la Prof.ssa Chiara Paolino.

durata 40-50 minuti circa

Crediti

di e con Sara Sguotti e Arianna Ulian

testi Arianna Ulian

ambiente sonoro Spartaco Cortesi

costumi Eva Di Franco

luci e direzione tecnica Mattia Bagnoli

accompagnamento drammaturgico Giovanni Sabelli Fioretti

PR e media relations Giuseppe Esposito

produzione Perypezye Urbane

co-produzione OperaEstateFestival \ CSC centro per la scena contemporanea di Bassano del Grappa, MILANoLTRE Festival

con il supporto di Santarcangelo Festival, IIC Zurigo, Tanzhaus Zurich, Passages Transfestival, IIC Strasburgo, Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, Théâtre Sévelin 36, Fondazione Armunia

un ringraziamento speciale a Simona Bertozzi per il suo sguardo e a Roberto Casarotto per
l’accompagnamento

Ph Lorenza Cini

Sara Sguotti

Scopri la bio

Interessata al corpo singolo, plurale e collettivo, Sara Sguotti è attratta da tutte le forme di micro collettività e amante dei grovigli di pensieri. La sua pratica coreografica spazia dalla ricerca in spazi solitari e intimi, all’altrove immaginativo. Collabora, tra gli altri, con Compagnia Virgilio Sieni, Compagnia Anton Lachky, Damien Jalet, Atelier delle Arti, Simona Bertozzi, Cristina Kristal Rizzo, Nicola Cisternino, Perypezye Urbane. La sua ricerca personale inizia con S.solo (vincitore di DNA appunti coreografici e della Vetrina Anticorpi 2017). I suoi altri lavori sono S.rituale, Dedica Lontana, S.O.P., IHTBH, CrePa e Mother.

 

Arianna Ulian

Scopri la bio

Scrittore e performer. Ha una formazione in filosofia della scienza e in musica contemporanea. Ha suonato in varie formazioni usando la musica come modalità di intervento in situazioni sociali di festa ,di protesta, di memoria. Ha partecipato a laboratori di suoni e di parole con Fred Frith, Jacopo Baboni Schilingi, Marcello Fois, Vitaliano Trevisan, Giulio Mozzi.

Ha lavorato come sound designer per fondazioni, musei civici, agenzie di comunicazione e studi di architettura. Insegna nella scuola pubblica.

Ha esordito nel 2021 con il romanzo La questione dei cavalli, primo titolo della collana Fremen presso l’editore Laurana.