8 OTTOBRE

Sala Fassbinder
ore 20.30

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DANCE-CARD

CIE EZ3 EZIO SCHIAVULLI

Heres: nel nome del figlio

prima nazionale

coreografia e interpretazione Ezio Schiavulli

 

Ph Ernest s. Mandap

Ezo Shiavulli

Nato nel 1979 a Bari, in Italia, si è laureato in Chimica industriale, prima di entrare all’Accademia delle Arti dello Spettacolo di Milano, diretta da Susanna Beltrami in un percorso accademico di danza classica, contemporanea e moderna della durata di tre anni. Ha proseguito il suo sesto anno di formazione presso l’accademia London Contemporary of Dancing, completando la sua formazione presso il Centro di Produzione Nazionale Aterballetto e collaborato con diversi coreografi e registi, tra cui: F.Branciaroli (Italia), S.Beltrami (Italia), L.Petrillo (Italia), M.Baldwin (Rambert Ballet-Regno Unito), B.Agati (Francia), solo per citarne alcuni.
Nel 2004 realizza il suo primo progetto coreografico e nel 2007 fonda in Francia l’associazione Expresso Forma. A capo di essa sviluppa un lavoro di ricerca attraverso l’unione di linguaggi e forme d’arte con vari artisti e ricercatori. Attualmente è coreografo e regista di 17 creazioni, tra cui nel 2016 iMe and Myself per il Centro Coreografico Nazionale / Ballet de l’Opéra National du Rhin. Insegna inoltre “Physical Movement”, tecnica contemporanea, in varie compagnie e centri di formazione europei. Da luglio 2013 Ezio Schiavulli è diventato membro dell’International Dance Council – UNESCO.
Nell’estate 2015 dirige in Puglia il Festival Internazionale Gravina_Murgia Danza. Dal 2013 crea e conduce il progetto di formazione e sensibilizzazione dell’arte coreografica pugliese: Network Internazionale Danza Puglia, sostenuto dal Ministero dei Beni e Attività Culturali (2018-2021).

 

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati –
Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

 

 

Ph Patrick Lambin

creazione musicale Anne Paceo, Elvire Jouve, Dario De Filippo

performers Ezio Schiavulli, Dario De Filippo, Donato Manco, Elvire Jouve

disegno luci Fabio Fornelli, Ezio Schiavulli

scenografia Vincent Frossard

costumi Benedicte Blaison

direzione tecnica Aurélien Boeglin

responsabile produzione Anne Bucher

responsabile comunicazione Christine Laemmel

produzione Associazione Culturale Ri.E.S.Co. (ricerca e sviluppo coreografico) (Bari – IT) Association Expresso Forma (Strasburgo – FR)

coproduzione Pôle Sud – Centro di Sviluppo Coreografico Nazionale di Strasburgo; Centro Coreografico Nazionale /Ballet de l’opéra National du Rhin di Mulhouse ; Circuito Europeo Réseau Grand Luxe (Centro Coreografico 3CL Lussemburgo, Theater Freiburg, il Centro Coreografico Nazionale Ballet di Lorraine, Centro di Ricerca L’Abri di Ginevra, il Centro Coreografico Nazionale Ballet de l’opéra National du Rhin, Pôle Sud, il Grand Studio di Bruxelles); l’Associazione Scènes du Nord Alsace (Teatro La M.A.C., Teatro La Saline, Teatro la Castine, Teatro la Nef, Teatro l’Espace Rohan, Teatro Relais Culturel de Haguenau).

con il sostegno di  Ministero della Cultura Francese (DRAC Grand Est), Régione Grand Est, Département du Bas-Rhin/CEA, Regione Puglia (It), Teatro Pubblico Pugliese, Instituto Italiano di cultura di Strasburgo, SPEDIDAM, Network Internazionale Danza Puglia Con il Sostegni del Ministero della Cultura Italiano (MiC – It). Circuito l’Est Danse: ACB – Scène Nationale de Bar-le-Duc / L’Arsenal – Cité musicale Metz / Le Ballet de l’Opéra national du Rhin – CCN de Mulhouse / Le Carreau – scène nationale de Forbach et de l’Est mosellan / Le CCAM – scène nationale de Vandoeuvre-dès-Nancy / L’Espace 110 – centre culturel d’Illzach / La Filature – scène nationale de Mulhouse / La Madeleine – scène conventionnée de Troyes / Le Manège – scène nationale de Reims / Le Nouveau Relax – scène conventionnée d’intérêt national de Chaumont / Pole-Sud – CDCN de Strasbourg / La Salle Europe de Colmar / Le Service Culturel Spectacle Vivant de Saint-Dié-des-Vosges. 

Heres: nel nome del figlio, una produzione internazionale con numerosi sostegni ricevuti da Francia e Belgio e la presenza di Anne Paceo, una delle percussioniste e compositrici francesi più note del momento che si alterna con Donato Manco e Dario De Filippo, fa della nuova creazione di Ezio Schiavulli uno degli appuntamenti imperdibili della sezione solistica di MILANoLTRE. Lavoro selezionato anche nell’ultima NID con prima presentazione pubblica a Strasburgo e debutto nazionale a MILANoLTRE. Un’intenzione creativa ispirata dalle bellissime parole di Massimo Recalcati che riportiamo di seguito:

I figli di chi, di quale genitore, di quale adulto, di quale testimonianza di vita? Il divario all’interno della generazione degli adulti tra coloro che sopportano il peso delle loro azioni e coloro che continuano a giocare con la vita rivelandosi l’Eterno.
Peter Pan. Da questi ultimi sottolineano la solitudine delle nuove generazioni che ritroviamo in Telemaco che attende costantemente il ritorno del padre. Tutti almeno una volta ci siamo affacciati al mare in attesa che qualcosa tornasse da lì. 

Combinando ricerca, creazione e insegnamento, il coreografo si impegna a creare legami tra la danza e la società.
Per questo nuovo progetto percorre le tracce dei miti greci, un assolo particolarmente percussivo nato dalla collaborazione scenica con due batteristi della scena musicale contemporanea e internazionale, Anne Paceo e Dario De Filippo.

Un’esplorazione nei complessi di Edipo e di Telemaco, un percorso di studio e di ricerca su un tema universale: quello del rapporto padre-figlio. È una domanda che parte dall’esperienza personale del coreografo che cerca di definire il ruolo e l’identità dell’erede: ”Quale eredità i padri lasciano ai figli? Eredi di un’assenza di valori, prospettive e radici o futuri artefici di nuovi orizzonti che vanno tracciati sulla base dell’esperienza dei padri?”
Un tema immortale ma soprattutto opportuno ed essenziale per la società contemporanea, frastagliata e confusa, dove il significato della parola “Erede” oscilla, adesso come non mai, tra le sue due probabili etimologie: “essere privato-vuoto” e “colui che riceve”. La creazione stabilisce un forte parallelismo tra il rapporto padre-figlio e la costruzione dell’identità sociale: il radicamento, lo sradicamento e la questione delle origini.