28 SETTEMBRE

Spazio Fattoria

ore 18.00

ingresso gratuito

 

Around Excelsior 

Foto di Carolina Farina

SALVO LOMBARDO

Performer, coreografo e regista. La sua ricerca si concentra sugli interstizi tra danza, teatro e arti visive. Realizza azioni e manufatti in ambito performativo e artistico Insieme al suo gruppo di lavoro Chiasma, riconosciuto dal MiBAC come Organismo di Produzione della Danza Under 35. 

Già co-fondatore e regista di Clinica Mammut, è stato coreografo residente ad Anghiari Dance Hub dove ha creato Casual Bystanders, ospite presso la compagnia Aura Dance Theatre di Kaunas (LIT) per la quale crea Twister, collabora con il Festival Oriente Occidente per cui realizza Present continuous e la video installazione Reappearances. Nel 2018 vince il bando di Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0 e lavora al progetto L’esemplare capovolto e a Excelsior. Crea Bodies Memories nell’ambito del progetto Crossing the sea e con il progetto Opacity viene selezionato alla NID – New Italian Dance Platform. È  membro di giuria per il premio DNAppunti coreografici. Ha fondato e co-curato Resurface_festival ed è ideatore della Under 35 Italian Alliance. Dal 2020 è artista associato e guest curator per la Lavanderia a vapore di Collegno (TO).

Foto di Carolina Farina

AROUND EXCELSIOR

Incontro pubblico moderato da Elisa Guzzo Vaccarino con Viviana Gravano, Giulia Grechi, Salvo Lombardo, Paolo Ruffini

In occasione della programmazione dello spettacolo Excelsior di Salvo Lombardo nell’ambito della 34° edizione del Festival MilanOltre, si propone un incontro sui temi che quasi 140 anni fa portarono al debutto, al Teatro alla Scala di Milano, del Gran Ballo Excelsior (1881). A partire dalle rappresentazioni del corpo e delle identità costruite nel Gran Ballo Excelsior e dalla loro rimediazione che ha proposto lo spettacolo di Salvo Lombardo/Chiasma in Excelsior l’incontro sarà strutturato come una piattaforma di confronto con il pubblico sulle rappresentazioni (post) coloniali della corporeità nel discorso pubblico.

In Europa negli ultimi decenni molti artisti hanno lavorato, e stanno lavorando tutt’oggi, sulle eredità culturali di quella modernità che l’Europa ha prodotto, in forme diverse, in relazione alle questioni coloniali. L’osservazione e l’analisi di quegli immaginari è la chiave per provare a comprendere e affrontare le nuove iconografie razziste e razzializzate, applicate sempre più spesso alle persone migranti, e più in generale alle diverse forme di rappresentazione dell’“altro”, inteso come costruzione culturale in continua mutazione.

L’incontro si focalizzerà sul modo in cui le arti contemporanee (visive e performative) e la danza stanno decostruendo o sottoponendo a critica gli immaginari moderni, nazionalisti, positivisti e coloniali. Da un racconto delle matrici storiche del Gran Ballo Excelsior, in seno alla tradizione della danza accademica italiana, il discorso si soffermerà sulle narrazioni pubbliche europee (mediatiche, museali, visive e culturali più in genere), che propongono riflessioni e analisi trans-disciplinari su come quegli immaginari, prodotti nel XIX secolo e sviluppatisi per oltre un secolo e mezzo, siano oggi riletti, ri-mediatizzati e spesso sovvertiti dalle voci di quei soggetti che sono stati all’epoca e nel tempo, e spesso ancora oggi, vittime di stereotipizzazioni. Appare interessante in particolare leggere e analizzare come i processi artistici possono interessarsi di forme di riappropriazione, riscrittura e decostruzione di codici esotizzanti e razzializzanti. Il discorso tenterà infine di collocare questo tipo di esperienze e di contro-narrazioni nell’ambito delle performing arts e della danza contemporanea e dei suoi sconfinamenti linguistici.

Il corpo sarà il focus delle riflessioni proposte, sia perché si partirà dalle due opere di danza: cioè l’ottocentesco Gran Ballo Excelsior di Manzotti, e la sua contemporanea rimediazione Excelsior di Salvo Lombardo/Chiasma; sia perché è sui corpi che con maggior violenza sono state incise tutte le forme discorsive coloniali, e sempre sui corpi oggi si lavora più intensamente per ridiscuterle e disinnescarne i residui nella nostra contemporaneità.

Con…

Elisa Guzzo Vaccarino, laureata in filosofia, formata alla danza accademica e contemporanea, si occupa di balletto e di danza da più decenni su quotidiani, attualmente “QN”, periodici e riviste, “Ballet2000” e “Classic Voice”; firma saggi per Fondazioni Liriche e teatri, per libretti, per DVD, su cataloghi d’arte; collabora con la Biennale Danza di Venezia. Ha pubblicato libri su Béjart, Kylián, Bausch, Balanchine, Cunningham, Forsythe, la danza futurista e quella globalizzata, parlando alla radio, RAI 3, realizzando programmi televisivi sui canali satellitari culturali (Tele+3, Rai Sat Show, Rai 5) e curando mostre, La Danza delle Avanguardie al MART di Rovereto-Trento. Ha insegnato Storia ed Estetica della Danza all’Università, in Italia e all’estero, e alla scuola di ballo della Scala.

Viviana Gravano è Curatrice di Arte Contemporanea e docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna. È socia fondatrice: della rivista on line “roots§routes. Research on visual cultures” (www.roots-routes.org); del collettivo curatoriale Routes Agency. Cura of Contemporary Art a Roma; della Associazione culturale “ATTITUDES_spazio alle arti (aps)” di Bologna. Ha pubblicato tra gli altri: L’immagine fotografica, Mimesis, Milano 1997; Crossing. Progetti fotografici di confine, Costa & Nolan, Milano 1998; Paesaggi attivi. Saggio contro la contemplazione, Mimesis, Milano 2012; Presente Imperfetto. Eredità coloniali e immaginari razziali contemporanei, (con Giulia Grechi), Mimesis, Milano 2016; Food Show. Expo 2015. Una scommessa interculturale persa, Mimesis, Milano 2016.

Giulia Grechi Antropologa, PhD in Teoria e ricerca sociale. È professoressa di Antropologia Culturale e Antropologia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli, co-direttrice della rivista on line roots§routes-research on visual culture e fondatrice del collettivo curatoriale Routes Agency, col quale ha partecipato a progetti di ricerca internazionali e curato convegni e mostre. Si interessa di antropologia, studi culturali e postcoloniali, museologia, migrazioni e rappresentazioni della corporeità, con un focus sulle eredità culturali del colonialismo italiano, e su come le pratiche artistiche contemporanee possano ridiscutere e dare diversa forma a questi immaginari. Ha pubblicato saggi e articoli in riviste nazionali e internazionali, fra cui La rappresentazione incorporata (Mimesis 2016).

Paolo Ruffini, si occupa di live arts sul magazine Liminateatri.it. Dirige la collana “Spaesamenti” per la casa editrice Editoria & Spettacolo. È stato condirettore artistico di Santarcangelo – International festival of the Arts nelle edizioni 2006 e 2007. È autore di Yasmeen Godder (L’Epos); Resti di scena – materiali oltre lo spettacolo (Edizioni Interculturali) e, con Stefania Chinzari, di Nuova scena italiana – il teatro di fine millennio (Editoria & Spettacolo). Ha curato i volumi Ipercorpo – spaesamenti nella creazione contemporanea (Editoria & Spettacolo); con Olivier Bouin, Scritti sulla contemporaneità (Fandango); con Pietro Gaglianò, Prometeo – Focus on Art and Science in the Performing Arts. Esperienze di forme in movimento nello spazio contemporaneo (Editoria & Spettacolo) e, con Viviana Gravano, Outsider – le ragioni dell’indipendenza (Editoria & Spettacolo).

 

L’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti, per prenotare scrivere via mail [email protected]