2/3 OTTOBRE

Spettacolo itinerante/Teatro Elfo Puccini, Galleria Puccini
4 repliche al giorno ore:10:30+12:30+14:30+16:30

 

SANPAPIÉ

Amigdala

prima nazionale

coreografia e regia Lara Guidetti

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LARA GUIDETTI/SANPAPIÉ

Emiliana, dopo studi di acrobatica a livello agonistico e recitazione teatrale, nel 2006 si diploma come danzatrice e coreografa presso l’Atelier di teatro-danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, studiando con grandi maestri nazionali ed internazionali come Susanne Linke, Emio Greco,André Minvielle, Franco Brambilla, Luciana Melis, Reinhild Hoffman, Lucinda Childs, Susanna Beltrami; Yong Min Cho e Sarah Taylor. Prosegue nella formazione, sia legata al mondo della danza e della performing art sia ai diversi metodi di pedagogia e training dell’attore seguendo laboratori e produzioni di artisti internazionali come Rimas Tuminas, Cesar Brie, Paz Rojo, Carolina Bolouda, Joao Garcia Miguel, Virgilio Sieni e molti altri ancora. Nel 2006 fonda la compagnia Sanpapié di cui è direttrice artistica, coreografa ed interprete. Firma, per la compagnia, le coreografie di 40 opere e performance presentate in tutta Europa ed in Cina. Nel 2017, il suo spettacolo Lei ha vinto il Premio Sonia Bonacina, dedicato alle donne di teatro. Parallelamente al lavoro con Sanpapiè, lavora come coreografa ed interprete nel campo del teatro, della danza e della musica colta collaborando con importanti registi e compositori come Carlo Boccadoro,Massimo Navone, Franco Branciaroli, Valter Malosti, Bob Wilson, Giampiero Solari, Marianna Kavalleratos, Joan Boeker, Joao Garcia Miguel, Peter Greenway, Saskia Boddeke, Cristina Mazzavillani Muti . Accanto allo sviluppo di moduli
didattici e percorsi permanenti, ha costruito collaborazioni e tiene workshop intensivi e tematici in varie parti d’Italia e in Europa.

 

Foto di Nicolò Trevisani

regia e coreografia Lara Guidetti
musica originale Francesco Arcuri 
visual Nani Walz 
testi/sound designer Marcello Gori 
con Fabrizio Calanna, Sofia Casprini, Luis Fernando Colombo, Gioele Cosentino, Matteo Sacco, Lara Viscuso
produzione Associazione Culturale Sanpapié e MILANoLTRE Festival 
con il supporto di Teatri di Vita/programma Artisti nei territori della Regione Emilia-Romagna e Officine CAOS/Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva nell’ambito del Progetto CURA 2021
 

Ringraziamenti:
Cluster TAV – TechForLife Cluster Lombardo Tecnologie per gli Ambienti di Vita
Dott.ssa Antonella Monteleone 

AMIGDALA prosegue la ricerca della compagnia verso una “danza pubblica” intesa come esperienza partecipata di pubblico e performer in spazi urbani e naturali, architetture, edifici, sale teatrali: gli spettatori sono invitati all’interno della performance stessa, condividendo spazi concreti che annullano distanze e rinunciano a filtri. Musica, parole e suoni vengono restituiti mediante un sistema di cuffie silent-disco che permette massima dinamicità attraverso la scenografia urbana in spontaneo e quotidiano movimento. La danza occupa lo spazio nella sua cifra contemporanea ed astratta attraverso composizioni e rotture in costante evoluzione che non permettono una narrazione lineare, ma aprono ad un sentire comune, emotivo, energetico ed empatico. Il modellarsi della performance sulle caratteristiche specifiche di ogni luogo e l’inclusione del movimento del pubblico nel disegno coreografico e nella composizione musicale, creano uno spazio di libertà comune dove poter scegliere e cambiare punto di vista, posizione e relazione con l’azione scenica.

AMIGDALA tratta il meccanismo del trauma inteso come quell’avvenimento prodotto nell’organismo da qualsiasi agente capace di un’azione improvvisa e rapidissima, che provoca modificazioni generali, cambiamento, trasformazione, evoluzione.  L’organismo è inteso come corpo umano, corpo sociale, spazio comune e tempo percepito. Potrebbe trattarsi di una malattia, un incidente, un terremoto, una crisi sociale o economica, una nascita o una morte, ma ogni volta ci troveremmo di fronte alla necessità di riorganizzare e ricreare un sistema che si è frantumato e scisso per potersi generare di nuovo.

AMIGDALA, come dice il titolo, esplora cosa accade nelle nostre amigdale cerebrali in quel punto di rottura e trasformazione, indaga quali sono le nostre comuni dinamiche di reazione e percezione e va ad investigare come la nostra intelligenza emotiva, corporea e sociale si comporta di fronte al cambiamento.

AMIGDALA è un’esplorazione emotiva, un’opera corale, una danza pagana ed attuale che celebra l’individuo come parte fondamentale di sistemi allargati che si rompono e si ricostruiscono nella giostra dell’esistenza e del tempo. È un organismo danzante unico, un corpo sociale frammentato in continua metamorfosi che si sfida nella caduta e nel cambiamento, esorcizzando con il corpo la paura della diversità e dell’ignoto, perdendo identità ed inventandone di nuove. Non c’è uno stile o una forma unica per la danza: il corpo si perde e si riplasma continuamente in risposta a stimoli esterni, diventando scenario di dinamiche inafferrabili.

La musica, composta da Francesco Arcuri, nasce da una composizione da lui realizzata durante il primo lockdown del 2020, poi aperta, frammentata e ricomposta attraverso esplorazioni ritmiche e sonore realizzate con oggetti e strumenti musicali “rotti”, ovvero che hanno perso la loro funzione principale ma vengono provocati ad un nuovo suono e riabilitati nella musica.

Voci e testimonianze di persone reali che hanno messo a disposizione la propria storia in seguito ad un trauma e parole dirette agli spettatori, entrano nel tessuto sonoro per poi abbandonarlo nel tentativo di generare nel pubblico un’esperienza diretta del funzionamento delle proprie amigdale e del sorgere delle emozioni.

TAV- cluster lombardo per gli ambienti di vita, ha sostenuto la prima fase di ricerca tematica attraverso workshop con esperti, clinici, psicoterapeuti, neuro scienziati e caregiver, mentre le pazienti del progetto We Will Care, hanno creato il ponte con la realtà, donando ad Amigdala il loro tempo, le loro storie e le loro voci.

AMIGDALA prima che uno spettacolo vuole essere un’esperienza condivisa: un modo di sperimentare lo spazio reale attraverso la presenza effimera della danza per poterlo immaginare oltre che vedere, abitare oltre che attraversare. È una provocazione ed un gioco, un invito e un’occupazione, una danza macabra per esorcizzare la paura e ripristinare il rito della festa.

 

Attenzione: in caso di maltempo, qualora lo spettacolo non potesse avere luogo nella replica da voi prescelta, vi inviteremo a una delle successive repliche. Qualora foste impossibilitate/i a partecipare potrete chiedere il rimborso o usare il vostro biglietto per vedere uno dei prossimi spettacoli in programma.