12 OTTOBRE

Sala Fassbinder
ore 19.00

CRISTINA KRISTAL RIZZO/CAB008

Ultras Sleeping Dances

coreografia Cristina Kristal Rizzo

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ph Ilaria Scarpa

CRISTINA KRISTAL RIZZO

Dancemaker, è attiva sulla scena della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni 90. É tra i fondatori di Kinkaleri, compagnia con la quale ha collaborato attivamente attraversando la scena coreografica contemporanea internazionale e ricevendo numerosi riconoscimenti. Dal 2008 ha intrapreso un percorso autonomo di produzione coreografica indirizzando la propria ricerca verso una riflessione teorica dal forte impatto dinamico. Attualmente una delle principali realtà coreografiche italiane è ospitata nei più importanti festival della nuova scena internazionale. Alla produzione si affianca una intensa attività di conferenze, laboratori e proposte sperimentali. In qualità di coreografa ospite ha creato coreografie per I principali enti Lirici ed istituzioni italiane e straniere, tra i quali il Teatro Comunale di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino, Ater Balletto, Balletto di Toscana, LAC Lugano, MACRO Roma, MUSEION Bolzano, Museo Pecci di Prato.

 

 

ideazione Cristina Kristal Rizzo

interpreti Marta Bellu, Jari Boldrini, Barbara Novati, Cristina Kristal Rizzo, Charlie Laban Trier

musica Deepsea Drive Machine, Dylan Mondegreen, Satie, Ed Sheeran, Napa Snidvongs

oggetti e costumi Cristina Kristal Rizzo

produzione Cab 008

con il sostegno di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondano

in collaborazione con Teatro Metastasio di Prato

residenze creative spazioK.Kinkaleri, Centro nazionale di produzione / Virgilio Sieni

con il sostegno di Regione Toscana e MiBACT

durata 60′

 

un viaggio coreografico che va oltre l’idea di site-specific, ricreando una dimensione che colloca lo sguardo del pubblico e degli interpreti sulla stessa linea prospettica. Danza e spazio si fondono sciogliendosi una nell’altro, inglobando il pubblico in una conciliante armonia.

A choreographic journey that goes beyond the idea of a site-specific project, recreating a dimension in which public and performers share the same perspective line. Dance and space melt into each other, embracing the public in a conciliatory harmony.