In Tempest, Lisbeth Gruwez si muove come se la tempesta venisse da dentro.
È sola sul palco, eppure riempie tutto lo spazio. Il suo corpo è teso come se ogni movimento potesse eccedere ed essere trattenuto allo stesso tempo.

Tempest è un solo coreografico di Lisbeth Gruwez, una delle artiste performative più brillanti e accattivanti della scena contemporanea, con sound design di Maarten Van Cauwenberghe.
Il dialogo tra corpo e suono — cifra distintiva del lavoro di Voetvolk — dà forma a una riflessione sulla rabbia come forza primaria, collettiva e trasformativa.

La rabbia è una forza universale, simile a una tempesta: inevitabile in determinate condizioni e naturalmente ricorrente. È una forza duplice, allo stesso tempo distruttiva e catalizzatrice di cambiamento, una risposta allo squilibrio.

In Tempest, Lisbeth Gruwez si ispira alla precisione delle arti marziali per incanalare questa energia grezza in una potenza focalizzata. Un corpo oscillante si muove tra improvvise esplosioni di energia e la possibilità di una quieta lucidità.

La rabbia viene qui incarnata come corrente collettiva: una vibrazione in un campo energeticamente carico, che tutti abitiamo e con cui siamo in relazione. Tempest invita ad assorbire e trasformare la tempesta, a convertire la rabbia in forza: un luogo in cui gli elementi si scontrano, si fondono e si placano in una nuova presenza.

Un corpo poroso incontra questa forza, metabolizzando il tumulto in lucidità. È una danza attraverso l’occhio della tempesta — una danza che apre un occhio nella tempesta — rivelando la quiete al suo centro.

Voetvolk è un gruppo di danza e performance contemporanea, fondato in Belgio nel 2007 dalla ballerina/coreografa Lisbeth Gruwez e dal compositore/musicista Maarten Van Cauwenberghe. Il loro lavoro è un dialogo continuo tra movimento corporeo e uditivo: Gruwez e Van Cauwenberghe si dirigono a vicenda per raggiungere una simbiosi tra l’aspetto uditivo e quello visivo/fisico.

Lisbeth Gruwez (1977) è una danzatrice e coreografa belga, metà del team artistico di Voetvolk. Ha iniziato a praticare danza classica all’età di 6 anni e ha studiato presso lo “Stedelijk Instituut voor Ballet” (Anversa), combinando la scuola superiore con una formazione professionale di danza. Una volta diplomata, è entrata alla P.A.R.T.S. (Bruxelles) per studiare danza contemporanea.
Nel 1999 ha iniziato a lavorare con Jan Fabre, entrando a far parte dei suoi guerriers de la beauté. Dopo aver interpretato As long as the world needs a warrior’s soul (2000) e Je suis sang (2001), ha raggiunto la fama internazionale grazie a Quando l’uomo principale è una donna (2004), il solo creato da Jan Fabre appositamente per (e con) lei, noto per la scena cosparsa di olio d’oliva.
Oltre al lavoro con Fabre, ha collaborato anche con Ultima Vez (The Day of Heaven and Hell), Jan Lauwers/Needcompany (Images of Affection), Grace Ellen Barkey (Few Things), Riina Saastamoinen (Cry Me a River) e Sidi Larbi Cherkaoui (Foi).
Nel 2007 ha fondato Voetvolk insieme a Maarten Van Cauwenberghe. Il loro lavoro è una conversazione continua tra movimento corporeo e movimento sonoro, con l’obiettivo di raggiungere una simbiosi tra dimensione uditiva e visivo-fisica.

Maarten Van Cauwenberghe (1976) è un musicista e compositore belga, l’altra metà del team artistico di Voetvolk. Ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 12 anni.
Dopo il diploma di scuola superiore ha studiato alla Katholieke Universiteit Leuven (per diventare ingegnere commerciale) e allo Jazzstudio di Anversa.
Nel 2000 ha iniziato a lavorare con Jan Fabre, componendo le musiche per As long as the world needs a warrior’s soul (2000), Je suis sang (2001) e Quando l’uomo principale è una donna (2004), sviluppando un forte legame con la danzatrice Lisbeth Gruwez.
Oltre alla collaborazione con Fabre, ha lavorato anche con la danzatrice di Rosas Julia Sugranyes (Redial 2) e con Label Cedana (Sens Acte Sans).
Nel 2007 ha fondato Voetvolk insieme a Lisbeth Gruwez. Il loro lavoro è una conversazione continua tra movimento corporeo e movimento sonoro, con l’obiettivo di raggiungere una simbiosi tra dimensione uditiva e visivo-fisica.

concept Voetvolk

choreography & performance Lisbeth Gruwez

sound Maarten Van Cauwenberghe

lighting design Jan Maertens 

concept scenography ruimtevaarders

implementation scenography decoratelier KVS

costumes realisation Eli Verkeyn

martial arts mentor Rob Gemmeke

artistic chaperone Christine Herman

with thanks to Francesca Chiodi Latini & Koen Tachelet 

production Voetvolk vzw

coproduction December Dance (Concertgebouw Brugge & Cultuurcentrum Brugge) (BE), MA scène nationale – Pays de Montbéliard (FR), Perpodium, POLE-SUD CDCN (Strasbourg/FR), Theater im Pumpenhaus (Münster/DE)

residencies kunstencentrum BUDA (BE), CENTQUATRE-PARIS (FR), Chang Theatre (Bangkok/TH), kunstencentrum nona (BE), POLE-SUD CDCN  (Strasbourg/FR), Theater im Pumpenhaus (Münster/DE), Voetvolk Atelier Rubigny (FR), WestK Performing Arts (Hong Kong/HK)

international distribution Materialise – Stéphane Noël

with the support of Tax Shelter of the Belgian Federal Government and the Flemish Government

27 settembre 2026, ore 20.30

Sala Shakespeare – TEATRO ELFO PUCCINI

Prima nazionale

Durata
50′

Prezzo
Intero €25 – Ridotto €20
Biglietteria >

Contenuti sensibili
Uso di effetti nebbia, luci stroboscopiche